Come sarà il futuro del tabacco?

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Come sarà il futuro del tabacco?

Era da un po’ di tempo che volevo scrivere un articolo riguardante il futuro del tabacco ma mi è sempre sembrato troppo pretenzioso. Alla fine mi sono convinto di avere riflettuto abbastanza sulla questione per poter condividere con voi le mie supposizioni, nessuna certezza, solo supposizioni che potrete condividere o meno. 

Sono convinto che stiamo vivendo in un tempo in cui l’industria del tabacco sta subendo degli stravolgimenti senza precedenti, fatta eccezione per la comparsa della sigaretta nei primi del ‘900 forse. 

Le variabili che hanno determinato questi cambiamenti sono molte ma, secondo la mia modesta opinione, si tratta principalmente di una maggiore presa di coscienza delle persone rispetto ai danni provocati dal fumo e dall’altra parte l’esigenza delle grandi aziende del tabacco di studiare nuovi prodotti per assicurarsi un pubblico di consumatori anche dopo che quelli attuali saranno morti (non tutti a causa del fumo ovviamente, ma semplicemente perché il tempo passa per tutti). 

Purtroppo il mondo è diviso tra paesi Industrializzati, paesi in via di sviluppo e paesi sottosviluppati e le abitudini dei fumatori cambiano a seconda della categoria. Io mi concentrerò su ciò che sta accadendo nei paesi industrializzati e sviluppati poiché questo è l’unico contesto che conosco. 

Che cosa sta cambiando? 

Per adesso non molto. Vi sembrerà stano ma è così. I cambiamenti che stiamo vivendo sono frutto di scelte che le grandi corporation stanno facendo per salvaguardare il loro fatturato in un’ottica di lungo termine. 

Il modo migliore per capire che cosa sta succedendo credo sia guardare i dati ufficiali. Non starò qui a tediarvi con i numeri, potrete leggervi tutto il rapporto del Ministero della Salute con calma quando avrete tempo. 

I dati ci dicono che il consumo di tabacco non è diminuito così drasticamente come potremmo pensare. L’unica categoria merceologica che dal 2008 ad oggi ha registrato un calo piuttosto marcato è quella delle sigarette tradizionali, preconfezionate. 

Tutte le altre categorie merceologiche sono invece in crescita. Stiamo parlando dei tabacchi trinciati, dei sigari e dei sigaretti. Altra categoria in forte calo, ma oramai da molti anni, è quella dei tabacchi da pipa. 

Il calo del numero di fumatori è quindi dovuto alla scelta di coloro che precedentemente fumavano sigarette tradizionali di smettere, o magari passare alla sigaretta elettronica. Se ci pensiamo questa conclusione è piuttosto ovvia. 

Chi fuma sigarette tradizionali, infatti, raramente lo fa per questioni di gusto o di piacere. Nella maggior parte dei casi queste persone vivono il loro rapporto con il tabacco come un vizio, una dipendenza e spesso decidono di smettere perché si rendono conto che non ci trovano nulla di “buono” nel fumare una sigaretta. 

Dall’altra parte chi fuma prodotti diversi, anche semplicemente il tabacco da rullo di cui noi tanto parliamo in questo blog, ha la possibilità di comprendere meglio le proprietà aromatiche del tabacco e spesso lo fuma anche per puro piacere. Ovviamente la nicotina svolge sempre il suo lavoro e chiunque fumi tabacco ne è fortemente dipendente. 

L’avvento del fumo elettronico 

Un altro fattore che sta provocando alcuni stravolgimenti nel mondo dei fumatori è il successo della sigaretta elettronica. Questi dispositivi sono stati inventati da un ricercatore cinese nel 2003 ma in Italia abbiamo iniziato a conoscerli solo nel 2011. In quegli anni, fino al 2014, proliferavano negozi che vendevano sigarette elettroniche e liquidi da inalazione poiché non era ancora stata scritta una legge che regolasse questo mercato e coloro che vi entravano avevano la possibilità di ricavare margini di guadagno considerevoli dalla vendita di questi prodotti. 

Ben presto però il Legislatore prese l’iniziativa e entrarono in vigore alcune leggi per regolamentare questo business, ma semplicemente parificandolo a quello del tabacco tradizionale e applicando una tassazione tale che affossò la maggior parte dei player sul mercato. 

Così per alcuni anni in Italia si sentì parlare sempre meno di fumo elettronico, finché i paesi anglosassoni iniziarono ad esportare in tutto il mondo la nuova moda del “vaping”. Di fatto la sigaretta elettronica era risorta, ma in una veste diversa. I dispositivi sono più grandi ed è possibile customizzarli aggiungendo varie componenti per aumentare la densità del vapore prodotto. 

Non potendo ignorare questo nuovo trend la legislazione italiana cercò di adeguarsi togliendo la tassa sui dispositivi e limitando le accise ai soli liquidi contenenti nicotina. 

La sigaretta elettronica, negli ultimi anni, è riuscita ad imporsi come il metodo più utilizzato e anche più efficace per smettere di fumare. In Inghilterra il Governo incoraggia i fumatori a passare alla sigaretta elettronica e la tassazione è molto favorevole, tanto che oggi risulta molto più conveniente acquistare liquidi da inalazione piuttosto che pacchetti di sigarette nel Regno Unito. 

Tuttavia la sigaretta elettronica ha avuto un grande successo soprattutto tra i giovani, che spesso non iniziano proprio a fumare ma diventano dipendenti dalla nicotina iniziando a “svapare”. I fumatori adulti e abitudinari, invece, tendono a far fatica ad abituarsi all’uso della sigaretta elettronica poiché l’esperienza è totalmente diversa da quella di una fumata. 

I prodotti di nuova generazione 

Proprio qui sta il fulcro della mia riflessione. La sigaretta elettronica ha avuto un grande successo e ha creato una nuova nicchia di consumatori, ma le grandi aziende non sono interessate alle nicchie. La grandissima parte del fatturato delle grandi multinazionali del tabacco deriva dalla vendita di sigarette tradizionali e, pertanto, risulta chiaro che queste cerchino di offrire prodotti alternativi proprio a coloro che con la sigaretta elettronica non vogliono avere a che fare. 

Si tratta di cercare in ogni modo di ripararsi da un possibile crollo di uno dei mercati più redditizi al mondo e di sostituire uno dei prodotti di maggiore successo nella storia dell’umanità, la sigaretta. 

Per farlo le maggiori multinazionali del tabacco stanno investendo miliardi di dollari in tutto il mondo per sviluppare e commercializzare prodotti di nuova generazione che hanno l’obiettivo di offrire alle persone una esperienza di fumata quanto più vicina possibile a quella delle sigarette tradizionali, senza però sacrificare la semplicità di utilizzo di queste ultime. 

Prodotti come Iqos, di Philip Morris, o Glo, di BAT, vanno proprio in questa direzione e consentono alle persone di vaporizzare il tabacco contenuto nei cosiddetti “stick”. Il prezzo al pubblico di un pacchetto da 20 di stick è lo stesso di un pacchetto di sigarette e il prezzo dei dispositivi varia da 60 a 120 Euro a seconda del modello e delle caratteristiche. 

Come blogger appassionato di tabacco ho avuto l’onore di poter essere ammesso all’edizione annuale di Inter Tabak, una delle più grandi fiere di tabacco al mondo, se non la più grande, che si svolge ogni anno, a settembre, a Dortmund, in Germania. Non potete immaginare cosa io abbia visto durante quei 3 giorni di fiera. Non vorrei fare il Blade Runner della situazione, ma veramente mi è sembrato di fare un balzo nel futuro. Quest’anno erano stati allestiti ben 3 padiglioni (dalle dimensioni veramente enormi) colmi di espositori che presentavano i loro prodotti di nuova generazione per vaporizzare stick di tabacco. 

Non potevo che provarle dunque. 

Da persona che fuma non tanto per vizio ma per piacere, questi prodotti non fanno di certo al caso mio. Direi senza mezzi termini che il gusto risulta artificiale e ha pochissimo a che vedere con il tabacco. Non sarei quindi spinto ad acquistare un dispositivo e degli stick per sostituire quelle 2 o 3 sigarette giornaliere che mi confeziono con il mio tabacco preferito. 

Tuttavia non posso che riconoscere l’enorme potenziale di questi prodotti per convincere un fumatore incallito a smettere di farsi del male con il fumo. Numerose ricerche dimostrano infatti che i prodotti di nuova generazione presentano una riduzione del rischio pari al 95% rispetto alle sigarette tradizionali. 

Che cosa succederà?

Non sono Cassandra e non ho la sfera di cristallo, ma credo che le precedenti considerazioni ci consentano di fare alcune supposizioni in merito a ciò che potrebbe accadere nei prossimi decenni. 

Il calo di vendite delle sigarette tradizionali continuerà (ricordo che la nostra riflessione è limitata ai paesi industrializzati e sviluppati), i prezzi delle sigarette aumenteranno e sarà sempre meno conveniente fumare rispetto a utilizzare prodotti di nuova generazione. Tuttavia non credo che nella mia vita assisterò alla scomparsa totale delle sigarette tradizionali, considerando che oggi ho 26 anni. 

Le sigarette elettroniche “da svapo” continueranno ad avere un futuro tra una ristretta nicchia di consumatori che considera il “fumo” quasi come un’attività ludica. Inoltre questa nicchia darà vita a prodotti sempre più complessi e a liquidi sempre più buoni. Se dovessi fare un paragone, considererei gli “svapatori” come i fumatori di pipa di oggi, ovvero persone che amano sperimentare e non hanno paura di spendere per coltivare la loro passione. 

Altre sigarette elettroniche avranno molto successo, e si tratta di quelle più semplici da utilizzare e che consentono un’esperienza simile a quella delle sigarette. Già oggi questo sta avvenendo negli Stati Uniti. Avete mai sentito parlare di JUUL? Beh, in caso negativo vi consiglio di fare una rapida ricerca su Google. 

JUUL sta diventano un vero e proprio fenomeno commerciale negli USA, tanto che ha attirato l’attenzione della FDA (Food and Drugs Administration). In pochi anni JUUL ha conquistato il 72% del mercato del fumo elettronico negli Stati Uniti. Ma la cosa che la rende diversa da tutti gli altri è che questo prodotto sembra convincere anche i fumatori adulti, poiché è estremamente portatile e facile da usare, relativamente economico e, sopratutto, contiene quantitativi spropositati di nicotina che riescono ad appagare anche i fumatori più incalliti. 

Sono convinto che anche prodotti di questo tipo saranno protagonisti nei prossimi decenni. 

2018-11-26T09:41:19+02:00

2 Comments

  1. paolo 20/07/2019 at 21:31 - Reply

    Le sigarette tradizionali, contrariamente a ciò che Lei pensa, spariranno del tutto, essendo destinate solo al contrabbando.
    Così anche i trinciati, i sigari e i sigaretti. Ma nessuno di questi prodotti verrà soppiantato da roba elettronica; le sigarette
    elettroniche, neanche loro hanno futuro: sono una moda come tutto ciò che è elettronica.
    Il futuro del tabacco, come sarà ? Forse verrà coltivato per produrre profumi, tecnologie touch screen sempre più touch,
    nuovi materiali a metà tra la carta e la celluloide, una specie di cyberlegno.
    Le variabili di questo processo di trasformazione sono tante, afferma Lei.
    Invece, io affermo che sono poche, pochissime, anzi forse parliamo soltanto di una causa, e neppure di una variabile,
    certamente non di una incognita.
    E’ bastata la legge del maggio 2016, e leggi similari. E’ bastato togliere dalle sigarette tutte le sostanze attrattive,
    edulcoranti, facilitanti, avvicinanti, lasciare il tabacco, o poco più. La gente, la gente comune ha scoperto che il fumo
    non era poi così buono, ha probabilmente riscoperto, suo malgrado, il tabacco di una volta, e il fatto che si poteva anche
    smettere; illudendosi, poi, di voler provare la e-cig per libera scelta, e non per moda, per facilitarsi a smettere.
    Quindi le sigarette spariranno, finalmente, e la società moderna avrà espugnato un altro baluardo del male, spingendosi
    oltre nella cosiddetta evoluzione in senso civile: ma non basterà.
    Dopo le sigarette, sarà la volta magari della carne, che fa anche quella tanto male alla salute. E poi la gente potrebbe riscoprire
    il vino senza carbonato di potassio, senza stabilizzanti, senza correzioni di acidità, senza glicerina, e vedere che il vino non è poi
    così piacevole; che il vino, quello vero, è “solo” il solito vino dei nostri nonni, quello che sa di stalla, per intenderci.
    E il latte ? Beh, la gente dovrà convincersi a smettere di consumarlo, principalmente per il fatto che i cinesi non concepiscono come
    ci si possa nutrire di latte.
    Anche i formaggi fanno male. Meglio sarebbe consumare soltanto latte di riso, tofu, seitan etc. .
    Via via, l’uomo moderno dovrà comprendere, che gli piaccia o no (ma questo è irrilevante), che ciò che gli piace è dannoso. E gioire
    del fatto che gli verrà tolto, e illudersi della propria libera scelta.

    • Antonio 01/08/2019 at 15:24 - Reply

      Caro Paolo,
      grazie per la riflessione approfondita.
      Pur rispettando pienamente il tuo punto di vista mi trova in disaccordo su molti punti. Innanzitutto credo lei abbia frainteso la prima parte del mio articolo in quanto siamo d’accordo sul fatto che le sigarette tradizionali siano destinate a scomparire, secondo me i tempi però saranno molto più lunghi di quelli da lei auspicati.
      Credo, con tutto rispetto, che lei tenda a semplificare troppo la questione facendo di tutta l’erba un fascio. Il tabacco non sono solo le sigarette tradizionali e i fumatori non sono solo quelli incalliti che fumano 1 pacchetto di Rosse al giorno. Il tabacco è anche molto altro e questo sito credo lo dimostri. Se pensiamo al mondo del lento fumo, non vedo crisi.
      Lei parla della legge TPD2 del 2016 e dice bene quando afferma che tale legge ha contribuito a ridurre il numero dei fumatori, tuttavia questo calo non è significativo e si concentra solo sui fumatori di sigarette tradizionali, nelle altre categorie i fumatori sono in costante aumento, purtroppo.
      Se lei crede che la legge europea sia severa, provi a fare un giro negli USA o in Canada oppure in Australia. Quelli sì che sono paesi che hanno dato il via ad una vera offensiva nei confronti del tabacco, con coraggio e serietà, ma allo stesso tempo hanno liberalizzato prodotti come la Marijuana (non in Australia).
      Non condivido infine l’ultima parte del suo intervento. Non è vero che tutto ciò che piace è dannoso e non è vero che la soluzione sta in un proibizionismo severo come quello che lei suggerisce. Tutto sta nella moderazione. Tutto fa male se abusato, anche il seitan probabilmente…
      Non credo che fumare un buon sigaro durante una fresca serata d’estate sia un delitto e, se lei lo avesse provato, forse oggi la penserebbe in modo diverso:)

      Mi ha fatto molto piacere ricevere il suo punto di vista sulla questione e la ringrazio per aver letto l’articolo e avermi dato il suo contributo per una discussione certamente molto interessante. Le auguro una buonissima giornata!

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